L'ufficio
Politiche Ambientali del comune di Castello di
Cisterna in collaborazione con la cooperativa ossidiana
del WWF Italia ha realizzato nelle scuole del
nostro paese il progetto "Rifiuta il Rifiuto", atto
a sensibilizzare i ragazzi
delle scuole sulle
problematiche ambientali ed in particolare dedicando,
tra l'altro, una mostra alla raccolta differenziata.
Il progetto si è svolto nei giorni 28, 29 e 30 aprile
e si è concluso il 5 maggio ed ha visto coinvolti più
di cento ragazzi tra le scuole medie ed elementari.
Partendo
dallo slogan "Rifiuta il Rifiuto"
gli"ambientalisti" del WWF con la partecipazione
anche dei consiglieri comunali presenti: Nocerino,
Sola, D'Amato e Panico, hanno esposto il problema
della raccolta differenziata dei rifiuti sia sotto
il punto di vista tecnico sia chiamando in causa
la responsabilità di ogni singolo cittadino.
Innanzitutto
è importante sapere che la raccolta differenziata è
solo una parte del processo di smaltimento dei rifiuti
solidi urbani. Infatti, parte di questi finisce nelle
discariche, parte passa attraverso impianti di selezione
meccanica.
Grazie a questo processo la frazione organica può andare
verso impianti di compostaggio mentre la cosiddetta
frazione "secca" diventa combustibile che
può alimentare impianti di termovalorizzazione, di gasificazione
o di pirolisi con un eventuale recupero energetico
Ecco perché la cosa migliore, da parte di tutti, sarebbe
quella di non considerare il rifiuto un semplice "scarto"
da buttare, ma trattarlo come un "residuo"
e quindi un qualcosa che si può riutilizzare, sia come
nuova fonte di energia, sia come "materia prima".
In
realtà una selezione dei rifiuti avviene poco
prima dello smaltimento con particolari macchinari,
ma sarebbe molto più semplice se la "differenziazione"
vera e propria venisse fatta ancor prima a livello
urbano: con la raccolta differenziata "porta
a porta" si valorizzano immediatamente le
componenti nobili del rifiuto, mentre la parte
secca può diventare combustibile da cui si può
ricavare il 48% di energia termica o elettrica.
Per questo occorre una sempre più capillare collaborazione
da parte di tutti i cittadini che nel proprio
contesto familiare e lavorativo di ogni giorno
devono considerare un'abitudine, o meglio ancora
una "azione naturale", quella di separare
tra loro i rifiuti e di pensare alla bottiglia
di plastica come ad una nuova bottiglia, al giornale
come ad un nuovo giornale, ecc.
Ma perché questo avvenga ancor più facilmente
è necessaria una vera e propria "politica
del rifiuto": oggi in Europa ci si sta specializzando
in questo settore, si fanno dei sistemi di gestione
integrati e flessibili in modo da avere politiche
giocate a secondo della tipologia e della quantità
di rifiuto che ogni paese produce.
In Italia l'85 % dei rifiuti finisce nelle discariche,
il 3% viene selezionato per il compostaggio, il
12% è destinato agli impianti di incenerimento.
Con questi dati il nostro paese viene a trovarsi
quasi all'ultimo posto a livello mondiale nella
classifica delle politiche di smaltimento. E'
seguita solo da Finlandia e Canada che però, visto
il rapporto tra estensione del territorio e densità
della popolazione, non sono da paragonarsi alla
situazione dello Stato italiano. In realtà il
confronto risulta più appropriato con paesi come
la Svizzera e il Giappone, da cui però risulta
notevole il distacco, ed è perciò inevitabile
guardare a loro come dei modelli per poter migliorare
e ampliare sempre di più la politica di gestione
del rifiuto, senza la quale la raccolta differenziata
non avrebbe alcun senso.
Può risultare interessante sapere che i rifiuti
che noi "produciamo" si dividono in:
organici, plastiche e gomme, carta e cartoni,
tessili e legno, vetro, metalli, sottovaglio (ciò
che cade dal nastro, che trasporta il rifiuto,
a seconda della sezione, del peso, della forma);
un restante 16 % costituisce un discreto potere
calorico.
Ognuno di noi produce al giorno 1 Kg di rifiuto
in media (il peso oscilla tra i 700 e i 1200 grammi)
che ha la composizione sopra descritta: ciò vuol
dire che in questi 1000 grammi è contenuto:
il 40 % di sostanza organica umida
il 15 % di plastiche
il 15% di carta
il 7% di vetro
il 4% di ferro , metalli
il 19% da sottovaglio (stracci, legno)
Quasi indispensabile è la raccolta differenziata dell'alluminio.)
Pur se percentualmente non ha molta rilevanza nel rifiuto,
il riciclare l'alluminio ha un grossissimo pregio, perché
è soprattutto un risparmio energetico: l'alluminio,
infatti, deriva dalla bauxite e permette il risparmio
del 95 % dell'energia necessaria per estrarlo dalla
materia prima (per ottenere dalla bauxite un kg di alluminio
ci vogliono 14 kilowatt/ora , per riciclarlo 0.7 kilowatt/ora)
e ha l'altro grande vantaggio di non andare a toccare
la bauxite che è in natura e ha la stessa qualità dell'alluminio
primario (prodotto direttamente dalla bauxite).Per quanto
riguarda le plastiche, sono materiali organici :le loro
materie prime derivano della distillazione del greggio
e dunque sono un sottoprodotto della fabbricazione del
petrolio.
In un primo stadio di raffinazione escono dei gas, Propilene
e Etilene e da questi gas, in appositi impianti queste
molecole vengono polimerizzate ( portate dallo stato
gassosrio a quello solido,in lunghe catene) e vengono
trasformate in plastiche : dal Propilene si ricava il
Polipropilene e dall'Etilene il Polietilentereftalato
E' infatti errato parlare di "plastica" al
singolare perché ne esistono diversi tipi: Pet (Polietilentereftalato),
che è il marchio che troviamo sulle nostre comuni bottiglie
d'acqua, Polipropilene (che potrebbe essere valorizzato
in un impianto di termovalorizzazione) e Pvc (Polivinilcloruro),
che è completamente diverso dagli altri due, poiché
bruciando può liberare diossina e quindi va trattato
diversamente.
Va detto però che il riciclaggio delle plastiche è molto
più costoso rispetto a quello degli altri materiali:
il vero problema è che la plastica occupa molto spazio
e, una volta in discarica, il suo volume eccessivo riduce
la capacità di stoccaggio all'interno della discarica.
Altro discorso importante è quello inerente la carta,
forse più a livello di rispetto della risorsa
naturale degli alberi che di comodità di riciclaggio.Mentre
altri rifiuti come le pila (considerata vere e
proprie"bombe chimiche"), gli oli esausti,
i farmaci scaduti, batterie, ecc., anche se reppresentano
una piccola percentuale dei rifiuti prodotti ,
possono comunque "disturbare" se finiscono
in una discarica piuttosto che in un impianto
di valorizzazione del rifiuto. In ogni caso, al
di là delle cause, delle conseguenze, delle comodità,
è importante che la gente capisca che non si può
gettare tutto in uno stesso sacco perché è come
creare un "concentrato" di energia,
risorse e sostanze chimiche senza pensare che
una buona parte può essere riutilizzata e che
comunque, una volta giunto in una discarica (se
vi giunge) diventa la fonte principale dell'inquinamento
ambientale.
Per quanto riguarda il comune di Castello di
Cisterna ha iniziato la raccolta differenziata
da ormai un anno e ultimamente rivolge la propria
attenzione a una politica di sensibilizzazione
e informazione dei cittadini al problema rifiuti
che ha già dato ottimi risultati.
I numeri sono in continua ascesa: siamo già al
20-30 % di materiale riciclato e si prevede che
nel giro di due anni si possono raggiungere anche
cifre del 40-50%
IN
DETTAGLIO IL PROGETTO "RIFIUTA IL RIFIUTO"
Premessa metodologica
La
proposta di stili di vita sostenibili ed in particolare la sensibilizzazione
ad una condivisione partecipata agli sforzi per limitare l' impatto
ambientale determinato dalla produzione di rifiuti è, nelle società
industriali, un tema cruciale quanto di difficile soluzione operativa.
I
fattori limitanti risultano:
una generica rimozione del problema ed una
sua insufficiente percezione;
la generica mancanza di permeabilità dei comparti
in cui si ritiene, convenzionalmente, di suddividere le proposte
educative sui temi ambientali;
l' insufficiente sviluppo di una cultura di settore capace di costruire
percorsi didattico - formativi su un tema cruciale: il rapporto
tra teoria classica dell' economia, analisi avanzate sullo stato
dell' ambiente ed implicazioni a medio - lungo termine per il consesso
umano.
Partendo
dall' analisi di tali fattori si è ritenuto di strutturare una proposta
di sensibilizzazione che ne tenesse conto.
Il
presente progetto quindi esula dagli ambiti semplicistici della
cosiddetta educazione (acculturazione) civica per abbracciare in
modo ampio e trasversale tutti i temi tecnici della cultura ambientalista.
Ambito del progetto
Il
progetto si attaglia all' ambito scolastico - formativo, con particolare
attenzione alla fascia di età compresa tra il secondo ciclo della
scuola elementare e la scuola media inferiore.
In
tale ambito sociale è possibile perseguire la doppia finalità di
una corretta informazione - formazione, su temi specifici, di
giovani che stanno vivendo il loro momento formativo genericamente
inteso e di utilizzare loro stessi, con il loro bagaglio di entusiasmo,
come cassa di risonanza delle informazioni ricevute, presso le
famiglie di riferimento.
Con
questa modalità ci si assicura la possibilità di arrivare alla quasi
totalità della cittadinanza con riscontri sicuramente positivi
sull' efficacia del messaggio e sulla sua conseguente effettualità.
Sono
comunque presenti segmenti di attività riferiti all' intero consesso
sociale nel quale il progetto si realizza con particolare attenzione
alle categorie produttive maggiormente incidenti sul successo della
campagna di sensibilizzazione.
La
fase 2 del progetto costituirà la naturale conclusione della campagna
di sensibilizzazione avviata nelle scuole e presso le comunità locali
nella prima fase.
Anch'
essa è stata strutturata tenendo conto della programmazione delle
attività di supporto che, di norma, viene realizzata nelle scuole.
Fase 1 del progetto - Rifiuta il Rifiuto
1°
modulo
Formazione dei docenti e degli
operatori- Operatori esperti terranno presso le scuole cittadine
un breve seminario di formazione dei docenti, che a loro volta
dovranno poi curare, ognuno nelle proprie classi, l' approfondimento
della tematica del riciclaggio utilizzando come strumento di lavoro
i materiali divulgativi realizzati per il progetto stesso.
Tale
seminario si articolerà in 4 incontri della durata di 2 ore ciascuno.
Sarà
tenuto per quanto attiene alla tempistica, concordando scadenze
ed orari nell' ambito delle specifiche esigenze organizzative di
scuole ed insegnanti.
Parimenti
sarà tenuto un breve corso formativo per operatori locali che andranno
ad effettuare operativamente alcune delle fasi successive del progetto.
2°modulo
Distribuzione dei materiali divulgativi e del questionario conoscitivo
- Il progetto ha previsto distribuzione di un questionario tematico
e di un opuscolo didattico a tutti gli studenti.
Insieme
a questi strumenti sarà distribuito anche un gadget promozionale
della campagna di sensibilizzazione.
Tale
distribuzione sarà realizzata in ogni singola classe delle scuole
coinvolte nel progetto attraverso una presentazione della campagna
ed una breve lezione sui temi della sostenibilità e consumo delle
risorse ambientali.
Il
contatto, anche estemporaneo con un operatore esterno che interviene
per la distribuzione dei materiali di lavoro, è da ritenersi importante
perché costituisce un momento catalizzante dell' attenzione degli
studenti e garantisce la maggiore efficacia del messaggio portato.
Alla
fine del programma di lavoro, che i docenti svolgeranno autonomamente,
in virtù dei percorsi didattici loro indicati nel seminario, gli
operatori ritorneranno presso le sedi scolastiche per il ritiro
dei questionari.
I
questionari verranno quindi elaborati al fine di redigere una relazione
illustrativa dei risultati.
La
lettura critica delle risultanze del questionario, consentiranno,
la taratura, in base al " livello delle
disponibilità
della popolazione all' acquisizione dei modelli teorici", degli
aspetti di dettaglio del processo di gestione dei rifiuti.
3°modulo
Mostra WWF sul riciclaggio - Il WWF ha curato la realizzazione di
una mostra sul ciclo di trattamento dei rifiuti (a disposizione
della ns. Società) con particolare riferimento alle materie prime
seconde costituenti la frazione secca dei R.S.U. che sarà utilizzata
come information point itinerante sui temi della campagna.
La
mostra è modulata per soddisfare le esigenze di
un duplice target di utenza: quella scolastica
che vi troverà dei riferimenti didattici al programma
innanzi descritto e quella costituita dalle fasce
di popolazione adulta per le quali è previsto
un percorso strutturato sui rapporti tra differenziazione
dei rifiuti - recupero energetico - risparmio
economico (circolo virtuoso).
Le
foto del progetto
L'ufficio
Politiche Ambientali
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